Via libera all'acquisto di crediti fiscali, derivanti da Superbonus e da altri bonus edilizi, da parte di enti pubblici

Il Consiglio dei Ministri del 18 settembre 2023 ha deciso di non impugnare la legge regionale della Basilicata n. 20/2023, varata di recente. Quindi, via libera all’acquisto di crediti "Superbonus", ed altri bonus edilizi, da parte di società partecipate ed enti pubblici regionali.

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Le iniziative che alcune regioni avevano intrapreso in questa direzione, furono prontamente bloccate dal DL 11/2023 del 16 febbraio 2023 (c.d. Decreto "Blocca cessioni").

Destinatarie del divieto, ai sensi del Decreto "Blocca cessioni", sono espressamente le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato, quali la Presidenza del Consiglio dei Ministri, le Agenzie fiscali, le Autorità amministrative indipendenti, gli Enti associativi e di ricerca, delle Amministrazioni locali, come Regioni, Province, Comuni, Camere di commercio e degli Istituti previdenziali. 

In Basilicata, invece, la legge regionale ha previsto che i crediti saranno acquistati dagli enti pubblici economici regionali a prevalente caratterizzazione economica e dalle società partecipate. Quindi, dal momento che tali soggetti non rientrano nell'elenco degli esclusi, a loro è consentito l’acquisto dei crediti.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha affermato che “la norma regionale è coerente rispetto alla legislazione statale di riferimento” e che "non si hanno osservazioni da formulare sul piano della legittimità costituzionale”.

Il Consiglio dei Ministri ha dunque legittimato a tutti gli effetti la norma della Basilicata. Adesso si apre quindi la strada ad analoghe iniziative in altre regioni, che potrebbero essere utili allo sblocco dei crediti "incagliati".

La legge della Basilicata

La Legge Regionale 20/2023 della Basilicata consente agli enti pubblici regionali a prevalente caratterizzazione economica e alle società partecipate la possibilità di acquistare i crediti di imposta relativi a Superbonus, bonus facciate, ecobonus e bonus ristrutturazioni, per poi compensarli tramite il modello F24.

La Regione si occuperà di:

- istituire una piattaforma elettronica in cui pubblicare e poter consultare la domanda e offerta dei crediti;

- stabilire dei criteri per valutare la capienza fiscale di compensazione annua dei crediti, dei potenziali enti acquirenti;

- favorire il trasferimento dei crediti fiscali con l’obiettivo di conseguire il loro massimo realizzo.  

La norma prevede che l’acquisto dei crediti debba avvenire entro un prezzo non superiore al valore nominale del credito.

La Regione Basilicata stima una cifra per l’acquisto di crediti che sfiora i 50 milioni di euro.

Secondo alcune indiscrezioni, i primi soggetti individuati dalla regione Basilicata sarebbero: l'acquedotto lucano; il consorzio di Bonifica; l'azienda Energetica della Regione.  

Acquisto crediti da bonus edilizi, iniziativa replicabile in altre regioni

Sardegna, Provincia di Treviso, Campania, Piemonte, Puglia, Abruzzo e Basilicata furono le prime regioni ad impegnarsi affinchè il Superbonus diventasse una detrazione a carattere “regionale” con possibilità di acquisto crediti da parte loro. Ma come già detto, il DL 11/2023 bloccò le loro iniziative.
Dopo aver appurato la legittimità della legge dalla Basilicata, anche altre regioni potrebbero replicare l'iniziativa, varando norme analoghe.

Nel Lazio, mercoledì 27 settembre 2023, la Regione ha approvato una proposta di legge in Commissione Bilancio del Consiglio regionale con l’obiettivo di procedere con l’acquisto dei crediti incagliati dai bonus edilizi. Il provvedimento in esame è stato approvato dalla maggioranza dei presenti con 27 voti favorevoli, uno contrario e 8 astenuti. La proposta di legge punta a facilitare la circolazione dei crediti fiscali fermi consentendo l’acquisizione ad imprese ed enti sotto il controllo della Regione.

Anche in Puglia, Molise e Calabria sono state presentate proposte al fine di legittimare l'acquisto di crediti fiscali da parte di enti pubblici regionali e società controllate della Regione.


Rimaniamo in attesa di conoscere il loro destino e di possibili iniziative di altre regioni.